LA "VIA LUCIS" 

 

"Immagini della "Via Lucis" nei quadri voluti da D.G.M. 

nella cappella "Mater Unitatis" della "Casa di Riposo"

a cura di don Gianni Caputa, Maura e Dora

 

Nel "Direttorio sulla Pietà Popolare e Liturgia", promulgato nel 2002 dalla Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti, figura anche il "pio esercizio della Via Lucis" o "Via della Luce".

E' una forma di devozione popolare nella quale si celebrano gli eventi della vita di Cristo e della Chiesa nascente, dalla risurrezione di Gesù alla Pentecoste. Come nella Via Crucis noi partecipiamo ai misteri della passione e morte di Gesù, così nella Via Lucis  meditiamo e partecipiamo ai misteri della sua risurrezione e glorificazione.

L'intera vita cristiana, cominciando dal battesimo, ha due dimensioni complementari: essa è una partecipazione alla morte e alla risurrezione di Cristo. Senza la morte di Gesù non c'è perdono dei peccati, ma senza la sua risurrezione la nostra redenzione non è completa: "Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede", dice San Paolo.

Ripercorrendo le stazioni della Via Lucis, specialmente nel tempo pasquale e nel tempo ordinario, la nostra vita cristiana può arricchirsi di una spiritualità ecclesiale e apostolica, nelle tonalità della gioiosa speranza e dell'annuncio missionario.

A Bono l'iniziativa di introdurre la Via Lucis si deve a D.G.M. I quadri che vengono presentati qui di seguito sono stati realizzati dal noto scultore sassarese Giuseppe Silecchia e si trovano nella cappella "Mater Unitatis" della "Casa di Riposo". Le meditazioni che li accompagnano, frutto della esperienza di D.G.M., aiutano a unirsi a Gesù, a Maria sua Madre e agli Apostoli nei misteri luminosi che si svolsero nei cinquanta giorni dopo la risurrezione di Cristo, e che devono ritmare il cammino spirituale della Chiesa e di ogni fedele, fino al giorno del ritorno glorioso di Cristo.