NONA STAZIONE

Gesù risorto vince l'incredulità di Tommaso  

Canto:

È risorto Cristo Signore, è risorto ed è con noi. Alleluia! Alleluia!

Testo evangelico

Otto giorni dopo i discepoli erano ancora in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi”. Poi disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente”. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno”. (Gv 20, 26-29)

Meditazione

Il Vangelo ci parla dell’incredulità di Tommaso apostolo. L’intenzione dell’evangelista è chiara: questo episodio e la beatitudine che lo segue aiutano i cristiani a capire che bisogna credere in Cristo senza averlo visto; credere nella sua presenza invisibile ma reale nella vita della Chiesa, e credere all’azione che lui continua a esercitare attraverso i sacramenti della Chiesa.
L’apparizione a Tommaso avviene otto giorni dopo, cioè la domenica successiva alla Pasqua. Gesù entra a porte chiuse nel cenacolo, e dimostra di conoscere bene tutte le pretese di Tommaso. Quest’ultimo, vedendo di fronte a sè Gesù in carne ed ossa, non fa altro che riconoscerlo come suo Signore e suo Dio. 

La beatitudine di coloro che crederanno senza aver visto vale anche per noi ed è fonte di fiducia e di speranza. Gesù è la fonte della vita per tutti coloro che credono in lui. Il nostro sperare e credere non è una illusione, perchè ha come fondamento colui al quale ciascuno di noi può dire in verità: mio Signore e mio Dio. La presenza di Gesù in mezzo a noi non si realizza più attraverso segni materiali e visibili, ma si manifesta nei sacramenti e nella vita della Chiesa. La fede ci aiuterà a vedere la presenza di Gesù Risorto nella comunità cristiana e nei gesti da essa compiuti.
Anche noi forse, come Tommaso abbiamo conosciuto o conosciamo momenti di dubbio e di incredulità. Anche noi siamo quasi continuamente alla ricerca di una evidenza e di una certezza assolute, senza possibilità di dubbio. Il brano del Vangelo ci invita dunque ad accrescere incessantemente la nostra fede nella presenza reale di Cristo in mezzo a noi, affinché anche a noi si applichi la beatitudine enunciata da Cristo: "Beati quelli che credono senza aver visto".

Preghiamo :

Mio Signore, mio Dio. Aiutaci a credere in te, anche nei momenti più oscuri. Entra nella nostra casa, anche se la porta è chiusa, ti accogliamo con cuore aperto. E se tu dovessi tardare a venire, fa che ti aspettiamo con le lampade accese.
Liberaci dal dubbio e dall'incredulità; non permettere che siamo vinti dal male. Soccorrici con la tua grazia perchè possiamo compiere la tua volontà anche nell'ora del Getsemani, della sofferenza più atroce, dell'angoscia e della solitudine. Mio Signore, mio Dio.

Gloria al Padre.... (cantato)

Mistero della fede: Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta.