TREDICESIMA STAZIONE

Gesù risorto ascende al cielo

 

Canto:

E' risorto Cristo Signore, è risorto ed è con noi; Alleluia! ... Alleluia!

Testo evangelico         

"Voi restate in città, finchè non siate rivestiti di potenza dall'alto". Poi li condusse fuori verso  Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel Tempio lodando Dio (Lc 24,49-52).  

Meditazione

Sul monte degli Ulivi, ove si trova Betania, Gesù con un gesto sacerdotale di benedizione, si distacca dai suoi; elevato al cielo, entra in eterno nel santuario celeste. Prostrandosi in adorazione i discepoli riconoscono la sua divinità. Poi, secondo il comando di Gesù, pieni di gioia ritornano a Gerusalemme dove frequentano assiduamente il tempio, lodando Dio.

Gesù è salito al Padre con la nostra umanità, perchè il battesimo ci ha profondamente incorporati in lui. Anche noi quindi abbiamo il cielo per Patria. San Gregorio di Nissa dice: "Oh confortante e splendida notizia! colui che si è fatto uomo per noi, pur essendo l'Unigenito Figlio di Dio, per renderci suoi fratelli, si presenta come uomo davanti al Padre, per portare con se tutti coloro che gli sono congiunti".

L'Ascensione porta a compimento la glorificazione del corpo di Gesù: quello stesso corpo che fu umiliato, ucciso e che poi è risuscitato; quello stesso corpo per mezzo del quale il figlio di Dio divenne il Salvatore, partecipe della nostra natura umana, dando così a ciascun uomo e donna la possibilità di diventare suo fratello, sorella, figlio e figlia di Dio.

Il mistero dell'Ascensione è per noi cristiani il mistero che ci dà una grande speranza: la speranza di andare a occupare un giorno il posto che Gesù ha preparato per noi. "E' necessario che io vada - disse Gesù agli apostoli - a prepararvi un posto". Questa è la speranza che sostiene i credenti in mezzo alle difficoltà della vita, che dà forza e coraggio nel momento della prova e della sofferenza, che dà serenità nel momento decisivo dell'esistenza: di fronte alla morte.

Preghiamo:

O Dio invisibile, sei voluto diventare una cosa che si vede. Nella tua infinita misericordia sei venuto in questo mondo, hai preso un corpo come il nostro nel seno purissimo della tua Madre Maria. Per trentatré anni sei vissuto nella nostra terra come uno di noi, condividendo le gioie e i dolori della nostra povera umanità.

Infine hai lasciato questa terra e sei ritornato nel tuo mondo invisibile, dove ci hai promesso di preparare un posto anche per noi. Quando intorno a noi discenderà la sera della morte, quando questo mondo delle cose visibili starà per svanire nel buio, un altro mondo immenso e meraviglioso apparirà, il mondo invisibile. E lì vedremo Dio com'è, nella sua luce vedremo la Luce. Vedremo, o Cristo, la tua adorabile umanità, vedremo il posto che sei andato a prepararci e ivi abiteremo per tutta l'eternità insieme alla tua e nostra santa Madre, agli angeli, ai santi e a tutti i nostri cari.

Gloria al Padre ...         (cantato)

Mistero della fede: Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.