Bono

Bono sorge a 540 m al di sopra del livello del mare, ai piedi del Monte Rasu. Abitato fin dall'epoca preistorica, il territorio di Bono è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, estendendosi dalla valle del Tirso fino alla cima del Monte Rasu ad oltre 1200 m .

Per le origini di Bono ci dobbiamo accontentare di quel che ci fu tramandato di padre in figlio, in quanto non esiste nessuno scritto che ci dia con esattezza l'anno in cui Bono venne considerato paese.

I primi abitanti di Bono conoscevano la religione cristiana così pure già i loro avi lotrensi, e la praticavano. Fino all'800 era un misto tra cristianesimo e paganesimo, di cui ancora oggi sono vive alcune delle usanze pagane.

I primi invasori stranieri da cui dovette difendersi Bono furono, forse, gli arabi dal 711 al 1016, con le loro ripetute incursioni, spadroneggiarono in tutta l'isola.

Prima dell'avvento e dell'affermazione in Sardegna dei Giudicati, Bono godette sicuramente di una lunga pace e prosperità interrotta soltanto dalle incursioni saracene verso l'interno dell'isola.

Il paese comunque seppe sempre validamente opporsi all'invasione dei suoi terrotori anche però veniva sempre più sostenuto dalla potenza dei Giudicati.

La Sardegna infatti intorno al XII / XIV secolo era divisa in quattro Giudicati Torres, Arborea, Gallura e Cagliari.

Bono apparteneva al giudicato di Torres e precisamente alla curatoria del Goceano con Bottidda, Burgos, Anela, Esporlatu, Bultei e Benetutti.

Nei primi decenni del XII secolo l'isola si popolò di Chiese, di monasteri e di castelli.

Anche Bono ebbe la nuova Chiesa, di stile pisano, oggi parrocchia di San Michele Arcangelo, il suo convento, uno dei più antichi della Sardegna, a Monte Rasu e a pochi km di distanza il Castello del Goceano.

 

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