Bono, 23 marzo 2007

 

Guida: ci ritroviamo insieme stasera per pregare per i missionari martiri. I martiri sono l'espressione più bella dell'incarnazione del Vangelo, ad essi il Signore ha chiesto la suprema testimonianza del sangue. <<Siate sempre aperti allo Spirito di Cristo e , pertanto, siate attenti a quelli che hanno sete di giustizia, di pace, di dignità, i considerazione per essi stessi e per i loro fratelli. Vivete tra voi secondo la parola del Signore: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri". (Gv 13, 35). >> (Benedetto XVI)

Canto iniziale: Grandi cose

Casella di testo:

Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ha fatto germogliare i fiori fra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
ci ha riportati liberi alla nostra terra.
Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare
l’amore che Dio ha versato su noi.

Tu che sai strappare dalla morte
Hai sollevato il nostro viso dalla polvere;
tu che hai sentito il nostro pianto
nel nostro cuore hai messo un seme di felicità.

Durante il canto d’ingresso vengono portati all’altare la croce con un drappo rosso segno del sangue versato in nome della fede in Gesù Cristo e un mappamondo.

Cel: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
Ass: Amen.

Cel: Il Signore misericordioso e compassionevole, lento all’ira e grande nell’amore, sia con tutti voi.
Ass: E con il tuo spirito.

Momento penitenziale

Guida: Riconosciamo davanti a Dio ciò che ci ostacola nell'essere testimoni e messaggeri di speranza. A Lui chiediamo perdono e ad ogni vocazione cantiamo il ritornello:

Perdonu, Deus meu, cunfesso: happo peccadu,

cuntrittu e umiliadu pedo pietade.

- Per tutte le volte che non abbiamo indagato il nostro agire con onestà, e non abbiamo ricercato la realizzazione dell'altro.

- Ti chiediamo perdono Signore perchè troppo sporadicamente sentiamo l'urgenza di agire con concretezza come donne e uomini di buona volontà a favore della giustizia.

- Per quando la consapevolezza delle debolezze e delle contraddizioni della nostra vita ci hanno fatto arrendere e ha fatto scivolare in noi il sogno della santità ordinaria che Dio ha per ognuno.

- E' rispettando la persona che si promuove la pace. Ti chiediamo perdono per tutte le volte che abbiamo invocato la pace ma non siamo stati seri difensori della dignità della persona umana in ogni suo aspetto.

Guida: c'è una Speranza che resiste contro qualsiasi delusione e sconfitta, che non viene meno perfino con la morte. Questa Speranza non delude perchè trova fondamento in Dio.

Ascolto della parola.

Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Romani (Rm 5.1-5)

Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della Gloria di Dio. E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perchè l'amore di Dio è stato versato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Salmo

Amo il Signore perchè ascolta

il grido della mia preghiera.

Verso di me ha teso l’orecchio

Nel giorno in cui lo invocavo.

 

Mi stringevano funi di morte,

ero preso nei lacci degli inferi.

Mi opprimevano tristezza e angoscia

E ho invocato il nome del Signore:

“Ti prego, Signore, salvami” 

 

Buono e giusto è il Signore,

il nostro Dio è misericordioso.

Il Signore protegge gli umili:

ero misero ed egli mi ha salvato.

 

Ritorna, anima mia, alla tua pace,

poiché il Signore ti ha beneficato;

egli mi ha sottratto alla morte.

 

Ha liberato i miei occhi dalle lacrime,

ha preservato i miei dalla caduta.

Camminerò alla presenza del Signore

Sulla terra dei viventi. 

Canto

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio,
e la vivono ogni giorno.
Tu sei il Cristo, la Parola di Dio vivente,
che oggi parla al mondo con  la Chiesa.

Parlaci della tua verità, Signore:
ci renderemo testimoni del tuo insegnamento.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 4, 28-30. 39-42)
La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto.

Che sia forse il Messia?”. Uscirono allora dalla città e andarono da lui. […] Molti di più credettero per la sua parola e dicevano alla donna: “ Non è più per la sua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”.  

Testimoni

Guida: In un mondo dove gli uomini hanno tanta difficoltà a dividere tra loro i beni della terra.. In un mondo dove sono sempre aperte le sfide della diffusa aspirazione della giustizia, allo sviluppo, alla solidarietà, alla libertà, alla sicurezza, alla pace, alla difesa dell'ambiente e delle risorse della terra... In un mondo dove è messo in discussione il significato e lo scopo della vita, per ogni individuo e per l'intera umanità... In questo mondo andare contro corrente si può! Ascoltiamo la testimonianza di due martiri italiani uccisi lo scorso anno.

Lettore: Don Andrea Santoro, sacerdote Fidei Donum della diocesi di Roma, è stato ucciso a Trabzon in Turchia, il 5 febbraio 2006 mentre era raccolto in preghiera nella chiesa di Sancta Maria Kilisesi. "Amare incondizionatamente, essere sempre dispinobile all'accoglienza, offrire occasioni di incontro e di diliago, testimoniare il perdono, affermare la sua continua disponibilità al confronto, reprimendo ogni umano moto d'ira, soffocando l'egoismo, combattendo i propri limiti per rimanere coraggiosamente fedele alla chiamata di Dio: questo è stato il filo conduttore che ha sempre seguito Don Andrea, e che ha specialmente contraddistinto gli anni della permanenza in Turchia" (Card. Ruini)

Ascoltiamo ora alcune parole di Don Andrea

"Tu mi rifiuti e io ti rispetto, tu mi odi e io ti amo. Qualcuno deve cominciare... A questo punto mi sono sono sentito gettare dentro, nel più profondo di me, il Vangelo e ho sentito che mi toccava in prima persona: "perchè non cominci tu?". "Cristo pasce gli agnelli non lupi. Se ci faremo agnelli vinceremo, se diventeranno lupi perderemo" (San Giovanni Crisostomo). Ci sarà chi voglia regale al mondo la presenza di "questo" Cristo? "Spesso mi chiedo perchè sono qui... Sono qui per abitare in mezzo a questa gente e permettere a Gesù di farlo! Il Medio Oriente deve essere riabitato come fu abitato ieri da Gesù: con lunghi silenzi, con umiltà e semplicità di vita, con opere di fede, con miracoli di carità, con la limpidezza inerme della testimonzia, con il dono consapevole della vita".

Lettore Suor Leonella Sgorbati, Missionaria della Consolata è stata uccisa il 17 settembre 2006 a Mogadiscio in somalia. E' stata colpita a morte mentre si recava all'ospedale dove prestava servizio e in cui aveva avviato una scuola di scienze infermieristiche. Con Suor Leonella, nel tentativo di salvarla, dopo che il primo sparo l'aveva raggiunta, ha versato il suo sangue anche Mohamed Mahamud, un somalo, mussulmano, sposo e padre di quattro figli. Le missionarie della Consolata la ricordano come "cosciente dei rischi" ma lontana da sentimenti di paura, disinteressata alla sua difesa e protezione e "preoccupata solo di condividere la sua gioia e i suoi talenti con gli altri". Una donna che ha dedicato la sua vita al servizio dei più deboli, dei più indifesi e dei più bisognosi, al di la di ogni situazione etnica o religiosa, offrendo una esemplare testimonianza di amore e di dedizione alla causa della solidarietà e della pace tra i popoli. Ha sempre avuto coscienza dei rischi che correva, ma sempre avuto anche la speranza che le veniva dal vivere insieme alla gente di Mogadiscio, di lavorare insieme, cristiani e mussulmani. E' stato proprio l'amore, il bene, il rispetto che ha sempre ricevuto dalla gente che la circondava che le ha dato la forza di andare avanti, sempre, anche nei momenti difficili. Diceva spesso: "stare vicino alla gente di Mogadiscio, vivere con loro, tra loro, condividendone speranze, gioie e sofferenze. Questa è la mia missione." Le armi hanno segnato la conclusione di questa tappa della vita di Suor Leonella, ma non hanno spento la Parola, che ha continuato a riecheggiare in lei fino all'ultimo, come sintesi del Vangelo creduto, amato, vissuto: "perdono, perdono, perdono..." Parola chiave, cuore del cristianesimo e cuore della missione, sussurrata per tre volte ai suoi assassini.

Canto   

Rit. Esci dalla tua terra e va, dove ti mostrerò; esci dalla tua terra e va, dove ti mostrerò.

Abramo, non andare, non partire,
non lasciare la tua casa,
cosa speri di trovar?
La strada è sempre quella,
ma la gente è differente, ti è nemica,
dove speri di arrivar?
Quello che lasci tu lo conosci
il tuo Signore cosa ti dà?
- un popolo, la terra e la promessa -
parola di Jahvè.
La rete sulla spiaggia abbandonata
l'han lasciata i pescatori,
son partiti con Gesù.
La folla che osannava se n'è andata,
ma il silenzio una domanda
sembra ai dodici portar:
Quello che lasci tu lo conosci,
il tuo Signore cosa ti dà?
- il centuplo quaggiù e l'eternità -
parola di Gesù.
Partire non è tutto,
certamente c'è chi parte e non dà niente,
cerca solo libertà.
Partire con la fede nel Signore,
con l'amore aperto a tutti
può cambiar l'umanità.
Quello che lasci tu lo conosci,
quello che porti vale di più.
- Andate e predicate il mio Vangelo -
parola di Gesù.
Rit. Rit. Rit.

Rit. Esci dalla tua terra e va, dove ti mostrerò. Esci dalla tua terra e va, sempre con te sarò.

Testimonianza di Mons. Oscar A. Romero

I poveri sono coloro che ci dicono cos'è la polis, la città; che cosa significhi, per la Chiesa, vivere realmente nel mondo.. Ci siamo incontrati con gli operai, che sono senza diritti sindacali e che vengono scacciati dalle fabbriche non appena provino solo a reclamarli, che sono alla mercè dei freddi calcoli dell'economia... Ci siamo incontrati con le madri e le spose dei desaparecidos e dei prigionieri politici... questo incontro con i poveri ci ha fatto recuperare la verità centrale del Vangelo nel quale la parola di Dio ci sollecita alla conversione... La speranza che predichiamo ai poveri perchè sia loro restituita la dignità, è per dare loro il coraggio di essere essi stessi, gli autori del proprio destino. In una parola, la Chiesa non solo è voltata verso il popolo, ma fa di lui il destinatario privilegiato della propria missione. Ho paura per la violenza verso la mia persona. Temo per la debolezza della carne, ma chiedo al Signore che mi dia serenità e perseveranza... L'altro mio timore è riguardo ai rischi della mia vita. Mi costa accettare una morte violenta che in queste circostanze è molto probabile... Le circostanze sconosciute si vivranno con la grazia di Dio. Gesù Cristo assistette i martiri e, se necessario, lo sentirò più vicino nell'affidargli il mio ultimo respiro.

Testimonianza di Annalena Tonelli

La vita è sperare sempre, sperare contro ogni speranza, buttarsi alle spalle le nostre miserie, non guardare alle miserie degli altri, credere che Dio c'è e che Lui è un Dio d'amore. Nulla ci turbi e sempre avanti con Dio. Forse non è facile, anzi può essere un'impresa titanica credere così. In molti sensi è un tal buio la fede, questa fede che è prima di tutto dono e grazia e benedizione... Perchè io e non tu? Perchè io e non lei, non lui, non loro? Eppure la vita ha senso solo se si ama. Nulla ha senso al di fuori dell'amore. La mia vita ha conosciuto tanti e poi tanti pericoli, ho rischiato la morte tante e poi tante volte. Son stata per anni nel mezzo della guerra. Ho sperimentato nella carne dei miei, di quelli che amavo, e dunque nella mia carne, la cattiveria dell'uomo, la sua perversità. la sua crudeltà, la sua iniquità. E ne sono uscita con una convinzione incrollabile che ciò che conta è solo l'amore.

Guida: Con la loro vita, donata fino in fondo, i martiri sono veramente testimoni fedeli dell'amore di Cristo per tutti. Essi sono messaggeri della Speranza in Dio. Questo non è un compito riservato ai martiri o agli uomini e alle donne di Chiesa; come la Samaritana, chi ha incontrato Gesù non può tenere per se questa buona novella che cambia la vita: anche noi siamo mandati! Esprimiamo allora il nostro si al mandato di Cristo con un semplice gesto: deponiamo vicino al mappamondo il foglietto colorato che abbiamo ricevuto, dopo averci scritto il nostro nome.

Lettura del martirologio

Guida: L'utopia deve essere verificata nella prassi quotidiana. La speranza è giustificata solo in coloro che camminano. E' degna di credito solo la speranza che rischia, quella che lotta contro ogni ingiustizia e contro ogni menzogna e conformismo. La speranza ci è data per servire, e questo servizio oggi, ci è richiesto soprattutto una testimonianza coerente, una vicinanza samaritana, una presenza profetica. (Pedro Casaldaliga, il vescovo dei campesonos del nord/est Brasile)

(si portano all'altare cinque ceri, segni dei cinque continenti. Poi si leggono i nomi dei missionari uccisi nel 2006)

P. Elie Koma Don Andrea Santoro P. José Alfonso Moreira Don Michael Gajere
Suor Maria Yermine Yamlean P. Eusebio Ferrao Mons. Bruno Baldacci Don Luis Montenegro
Suor Karen Klimczak Don Galgalo Boru Don Jorge Piñango Mascareño Don Josè Carlos Cearense
Don Jude Kimeli Kibor Fra Luis Alfonso Herrera Moreno Don John Mutiso Kivaya Don Chidi Okorie,
Fratel Augustine Taiwa Suor Leonella Sgorbati Don Ricardo Antonio Romero Don Pascal Koné Naougnon
Padre Waldyr dos Santos Jacob Fernandez Johnny Morales

PADRE NOSTRO

Guida: Vogliamo concludere questa veglia affidando il nostro essere umili e saggi messaggeri di speranza a Maria. Lo faremo con la preghiera scritta dal Papa:

Maria Regina della pace / Madre di gesù Cristo "nostra pace / Ti affidiamo la nostra insistente preghiera / per l'intera umanità / A te guardiamo pur tra pericoli e problemi / con cuore colmo di speranza / Mostraci nel Figlio Tuo / la Via della pace / ed illumina i nostri cuori. / perchè sappiamo conoscere il Suo volto / nel volto di ogni persona umana / cuore della pace! Amen.

Benedizione del celebrante

Canto finale

Andate per le strade in tutto il mondo,
chiamate i miei amici per far festa:
c'è un posto per ciascuno alla mia mensa.
Vi è stato donato con amore gratuito:
ugualmente donate con gioia e per amore.
Con voi non prendete ne oro né argento.
perché l'operaio ha diritto al suo cibo.
Ecco, io vi mando, come agnelli in mezzo ai lupi:
siate dunque avveduti come sono i serpenti,
ma liberi e chiari come le colombe:
dovrete sopportare prigioni e tribunali.
Nel vostro cammino annunciate il Vangelo,
dicendo: "E' vicino il Regno dei cieli".
Guarite i malati, mondate i lebbrosi,
rendete la vita a chi l'ha perduta.
Entrando in una casa, donatele la pace.
Se c'è chi vi rifiuta e non accoglie il dono,
la pace torni a voi e uscite dalla casa
scuotendo la polvere dai vostri calzari.
Nessuno è più grande del proprio maestro:
né il servo è più importante del suo padrone.
Se hanno odiato me, odieranno anche voi.
Ma voi non temete: io non vi lascio soli!
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