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Pellegrinaggio al santuario della Madonna di Luche

 

Numerosi i pellegrini radunati a Bottidda il 20 maggio e provenienti dalle  parrocchie del Goceano, che hanno aderito, su iniziativa dei propri parroci al pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Neve a Luche, in territorio di Illorai.

Nella chiesa parrocchiale, il parroco don Roberto, ha dato inizio al pellegrinaggio con la benedizione particolare a tutti i pellegrini.

Compagna di viaggio è proprio Lei, la Vergine Maria. Don Roberto e don Alessio, parroco di Anela hanno guidato i rosari concedendo ai pellegrini momenti di meditazione e riflessione sul senso della presenza di Gesù e Maria nella nostra vita. “Ai piedi della croce” ha ricordato don Roberto “come testamento d’amore il Figlio ci lascia la Madre come nostra Madre”. Se ci soffermiamo infatti a riflettere è lei la Madre del cielo che prende la nostra mano e ci guida verso il Suo Figlio.

Tanta è la stanchezza all’arrivo al santuario dopo 2 ore di cammino, ma maggiore è la gioia nel vedere il volto di Maria che accoglie i suoi pellegrini all’arrivo in Chiesa.

Ancora un rosario comunitario e poi la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo S.E. Mons. Sergio Pintor, concelebrata dai vari parroci e animata dal coro parrocchiale di Illorai. Il vescovo nella sua omelia ha sottolineato l’importanza della presenza di Maria che guarda e guida sempre l’uomo come una Madre tenera che nn abbandona mai i suoi figli chiedendoa Dio per loro il dono dello Spirito Santo, forza che guida la Chiesa. “Questa Chiesa in questo territorio goceanino nel quale ho sempre visto, tanta fede e devozione –ha ribadito il vescovo- e questo pellegrinaggio a piedi che molti di voi hanno affrontato e che è costato fatica è  proprio il segno di questo amore che nutrite nei confronti di Dio e della Vergine Sua e nostra madre.”

Continuando il vescovo ha pregato perché i nostri paesi, sotto lo sguardo di Maria siano comunità che irradiano la pace testimoniando un dio che è carità.

Concludendo non possiamo che ringraziare i nostri sacerdoti che hanno organizzato questo segno di amore e devozione verso la Vergine Maria e la vogliamo invocare come nostra Regina: “Azuannos tue o Mama e su Nie, Divina Reina de su Goceanu”.

    Da "Voce del Logudoro"  Dora Virdis

 

 

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