Dal 1° Maggio Papa Wojtyla è ufficialmente “Beato”, per rispettare l’iter canonico. Ma è chiaro che è già Santo, da subito dopo la sua morte, come dicevano alcuni striscioni ..., anzi già durante la sua vita. La sua santità si alimentava a una preghiera personale di ore e ore davanti al Santissimo Sacramento, a una devozione tenerissima alla Madonna. E poi si irradiava dalla sua persona, dai suoi gesti; era percepibile nell’interesse che aveva per tutte le persone che avvicinava.  Milioni di persone lo hanno incontrato, certamente anche molti di voi. A me è capitato alcune volte di essere ammesso al “baciamano” dopo la Messa da lui celebrata, con quel fervore che lo distingueva. Permettetemi di rievocare le principali.

Nel Febbraio 1988, ebbi modo di fargli omaggio di un mio libro, contenente i discorsi del suo predecessore Paolo VI ai Salesiani. Lo prese in mano, lesse il titolo, guardò la foto di copertina, si congratulò con visibile gioia. Ricordo il Wojtyla forte, il senso di vitalità che comunicava  ...

 

 

Il secondo incontro andò così. Nel Giugno 1991 mi laureai in Teologia all’Università Salesiana di Roma. Il Rettore era Don Tarcisio Bertone, il quale non ebbe tempo di firmare il mio diploma perchè, nominato Arcivescovo di Vercelli, appunto da Papa Wojtyla, si affrettò a raggiungere la sua nuova sede. Nel Settembre dello stesso anno, dopo la Messa mattutina a Castel Gandolfo, il Papa passò a salutarci; io mi misi ultimo della fila. Quando giunse, gli presentai il diploma, gli feci notare che mancava la firma di Don Bertone e gli chiesi se poteva firmarlo lui. Lo prese in mano, lo guardò, mi fissò con lo stesso sorriso buono e ... dopo 20 minuti il suo segretario personale tornava a consegnarmelo con la firma autografa di Giovanni-Paolo II.

 

 

 

Nel Marzo del 2000 incontrai nuovamente Papa Wojtyla, durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa. Facevo parte del comitato incaricato di preparare la celebrazione della Messa nella piazza di Betlemme. Da Roma il cerimoniere Mons. Marini ci aveva inviato istruzioni minutissime, poi venne per verificare che tutto fosse a posto. I Salesiani di Cremisan fornirono il vino per la Messa, quelli di Betlemme un pane simbolico, il nostro falegname di Nazaret disegnò la enorme stella cometa che sovrastava il palco, rivolta verso la Grotta della Natività. Qualche giorno prima, durante i preparativi al Ministero dei Culti ci furono 10 minuti di tensione quando non si riusciva a sapere chi avesse costruito e dove custodisse la sedia su cui il Papa avrebbe preso posto. Ci fu perfino qualcuno che ipotizzò un possibile attentato col remote-control da parte di “imprecisati” servizi segreti ...! Poi il giallo si risolse. La celebrazione il 23 Marzo si svolse in tutta calma. Era anche la conclusione del Sinodo Diocesano. Io ricevetti dal Papa una copia del “Piano Pastorale” come rappresentante dei Religiosi. Mentre mi inginocchiavo per riceverla, notai la fatica che lui faceva a muoversi, anche ad alzare la mano. Era già molto indebolito dalla malattia.

Carissime Amiche ed Amici, penso che anche voi abbiate ricordi particolari di Giovanni-Paolo II. Sarebbe bello raccontarli su questo nostro sito parrocchiale, così, semplicemente, per accrescere la gioia di questo “evento di famiglia”. Sì, non è forse diventato uno della nostra famiglia Karol Wojtyla ? Preghiamolo che voglia continuare a guardarci con quel suo sguardo buono, voglia benedirci e intercedere per noi.

Oggi ricorre il 30° anniversario del miracolo che la Madonna di Fatima gli fece, salvandolo in occasione dell’attentato in P.za San Pietro. Chiediamo a lui e alla Madonna di salvarci da tutto ciò che attenta alla santità e dignità della nostra vita. 

Un cordiale saluto.

Don Gianni Caputa  -  Gerusalemme