La Peregrinatio della Madonna di Bonaria ha fatto la settimana scorsa la sua ultima tappa in Diocesi, in una tre giorni (27 - 28 - 29 febbraio) di intense celebrazioni che ha richiamato nel capoluogo goceanino i fedeli di tutta la zona: per devozione, certo, ma anche per un pizzico di sana curiosità verso quella statua viaggiatrice e pellegrina, giunta in Sardegna dal mare e che ora si accinge a fare un giro nell'isola a bordo del suo pick-up, nel centenario della sua incoronazione a patrona massima della Sardegna.

L'arrivo previsto per le 19.00 del mercoledì nella chiesa di San Michele Arcangelo, è stato posticipato di oltre un'ora, cosa che non ha affatto scoraggiato la folla in attesa, ma che anzi ha contribuito a radunare nel piazzale antistante un maggior numero di persone: erano presenti le autorità politiche e militari, i volontari dell'A.Vo.S. dell'A.V.I.S. e dell'A.D.M.O., le confraternite di Santa Croce e dell'Addolorata e i comitati delle feste religiose.

Dopo una breve cerimonia di accoglienza scandita dai vespri, si è avviata la suggestiva fiaccolata che con un lungo fascio di piccole luci itineranti ha illuminato le vie del paese, addobbate a festa, fino a raggiungere la piccola ma ospitale chiesetta di Bonaria, in cui il simulacro è stato esposto per tutta la notte e la mattina successiva, in modo che i fedeli potessero rendergli omaggio nell'alternarsi della preghiera individuale e comunitaria.

Tutto ciò fino al pomeriggio del giovedì, quando il corteo ha lasciato intorno alle 16.00 la chiesetta di Bonaria, per dirigersi verso la parrocchia, dove è stata celebrata la messa solenne presieduta da S.E. Sergio Pintor e concelebrata dai parroci e sacerdoti del goceano unitamente ai padri mercedari, da sempre custodi della Madonna di Bonaria e zelanti accompagnatori dei suoi viaggi.

Parlando ad una assemblea vasta ed eterogenea per età, provenienza e condizioni fisiche, il Vescovo ha paragonato l'accoglienza riservata quella sera alla Vergine di Bonaria alla stessa data dagli apostoli a Maria dopo la morte di Gesù sulla croce: ancora prima di preoccuparsi di sua madre Cristo scegli si affidare a lei stessa l'umanità intera, tutti gli uomini "amati senza merito" ma comunque famiglia di Dio, di cui Maria diviene madre, modello e compagna di viaggio. Monsignor Pintor ha infatti constetualizzato la peregrinatio all'interno di un cammino quaresimale in cui Maria stessa è la prima pellegrina che "cammina con noi e rafforza i nostri piedi nel cammino dei discepoli".

Al termine della celebrazione, animata in modo impeccabile dal coro Monteverdi, si è dato spazio ai ringraziamenti, particolarmente sentiti da parte dei padri mercedari, che per bocca di padre Salvatore hanno espresso tutta la gioia e la gratitudine alla comunità ospitante per il successo dell'iniziativa, affermando che "è accaduto l'impensabile nella prima delle nove diocesi che abbiamo visitato". Infatti, confessando l'iniziale incertezza sull'esito del lungo viaggio per l'isola, hanno trovato ad accoglierli un grande entusiasmo e soprattutto tanta disponibilità anche per quanto riguarda l'aspetto più pratico dell'organizzazione e del'ospitalità, ricevendo un importante conferma ed incoraggiamento da una comunità di cui il vescovo stesso ha elogiato la fede e la partecipazione.

Il simulacro si è così rimesso in viaggio la mattina successiva (prolungando di mezza giornata la sua permanenza in Goceano) alla volta di Alghero, lasciando dietro di se una punta di rammarico abbondantemente ripagata dalla ricchezza di una profonda esperienza di fede per tutta la collettività.

Articolo scritto per "la Voce del Logudoro"  da Viviana Tilocca (Burgos)