Inaugurazione Anno Sportivo, un appuntamento da ripetere.
Promotrice la Società Sportiva Atletico Bono. Domenica 25 ottobre 2009, in un soleggiato pomeriggio autunnale, si è tenuta presso la chiesa dedicata a Nostra Signora di Bonaria, la celebrazione eucaristica dell’ inaugurazione dell’ anno sportivo, presieduta dal nostro parroco don Mario, impreziosita dalla presenza di don Roberto Arcadu parroco di Bottidda e accompagnata dai gioiosi e vivaci canti del coro parrocchiale. Presente tutta la scuola calcio, il settore giovanile suddiviso per categorie, una piccola rappresentanza della prima squadra che milita nella terza categoria, il presidente, la dirigenza e gli allenatori. Alla cerimonia hanno preso parte il vice sindaco Antonio Ena, e l’assessore Farina, assente giustificato l’assessore allo sport per impegni presi precedentemente a tale data, e naturalmente i genitori. E’ stata una celebrazione che, per la prima volta, ha visto riuniti giocatori, dirigenti e “non sportivi”, di fronte all’altare, per la benedizione degli atleti e dei doni. Don Mario prendendo la parola ha ringraziato il presidente Giuseppe Ladu, per questa splendida iniziativa e per aver voluto cominciare il percorso di quest’ anno sociale sportivo consacrato dalla grazia di Dio. Particolarmente toccanti le parole dell’ omelia. Don Mario, prendendo spunto dal discorso di Giovanni Paolo II al giubileo degli sportivi, ha consegnato verbalmente ai presenti tre parole indispensabili che racchiudono il senso del “Vostro Essere Sportivo: “Alzati! Ascolta! Mettiti in cammino!”. Per essere uno bravo sportivo” ha ricordato “sono indispensabili onestà con se stessi e con gli altri, lealtà, forza morale, oltre e più che quella fisica, perseveranza, spirito di collaborazione e di socievolezza, generosità, larghezza di mente, capacità di convivenza e di condivisione. E Voi Società Sportiva avete il compito di promuovere lo sport come esperienza formativa nel territorio aiutando i vostri ragazzi a scegliere e coltivare i valori autentici della vita: l'amore per la verità e la giustizia, il gusto della bellezza e della bontà, la ricerca dell'autentica libertà e della pace, in un tempo dove il sistema dello sport sembra talora condizionato dalle logiche del profitto, dello spettacolo, del doping, dell'agonismo esasperato e da episodi di violenza che a volte finiscono per prevalere sulla stessa salute morale, mentale e, paradossalmente, addirittura sulla vita delle persone. In tal caso non si tratta più di sport, ma sicuramente di qualcosa d'altro.” Ancora durante l’omelia sono stati ricordati a nome della società tre giovani atleti scomparsi prematuramente in questi anni. Durante l’offertorio, oltre al pane e al vino, sono stati portati in dono anche alcuni oggetti, come segni o meglio simboli, che rappresentano il mondo sportivo e in questo caso il mondo del calcio, le divise da gara, il pallone, immancabile compagno di gioco fuori e dentro il campo sportivo, e le scarpette da calcio. Prima della conclusione della messa ha preso la parola il presidente, il quale visibilmente emozionato, ha ringraziato tutti i presenti, per aver colto l’invito a partecipare, ha ricordato che il suo è un mandato di continuità al lavoro che in questi anni, da quando la società è nata, è stato fatto dai suoi predecessori Mariano Marteddu e Franco Carta. Ha ricordato che la società, è una società di volontariato, che opera grazie alla disponibilità di diverse persone, ha chiesto una più assidua presenza dei genitori, sia nelle partite in casa che in trasferta, ma presenza intesa anche, ove e qualora essi lo ritengano necessario muovendo critiche, costruttive naturalmente, o suggerimenti, affinché se ne possa trarre vantaggio per correggere eventuali manchevolezze. Ha voluto precisare che questo è stato il primo anno per tale idea e che al prossimo si cercherà di coinvolgere tutte le realtà sportive esistenti nel nostro territorio. Successivamente tutti insieme abbiamo recitato la preghiera dello sportivo, che racchiudeva nelle sue parole tutto ciò che fino a quel momento era stato detto sia nell’omelia che nelle preghiere dei fedeli. Infine la benedizione finale, con la promessa di ripetere il tutto il prossimo anno, e l’augurio di un buon lavoro. A conclusione della cerimonia è seguito un momento di socializzazione con un rinfresco nel sottostante salone parrocchiale organizzato dalla società con la collaborazione dei genitori. Maura Cocco
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