FELICE SANTA PASQUA DI RISURREZIONE !

Carissimi Amici Compaesani, 

siamo giunti alla Settimana Santa. Durante questo periodo il pensiero dei Cristiani di tutto il mondo è rivolto a Gerusalemme. Non può essere diversamente per voi.  

Molti di voi sono venuti qui come pellegrini in anni lontani o più recenti. Forse il viaggio più “epico” fu quello organizzato dal compianto Don Michele Virdis nell’estate 1964: in pulmann via terra da Trieste, attraverso la Yugoslavia , Bulgaria, Turchia, Siria, Giordania … Del gruppo faceva parte anche la compianta Signora Elisa, mamma di Don Nicola Masedu. Una di quelle pellegrine è Maria Piroddi che può raccontarvi tante cose interessanti! Negli anni ‘70, ‘80 e ’90 sono venuti tanti altri gruppi e gruppetti di Bonesi, guidati da Don Salvatore Pintus o da altri. Quasi tutti i sacerdoti hanno voluto attingere qui alle sorgenti fresche del Vangelo: Don Benvenuto, Don Mario Curzu e Don Granfranco Pala nel pellegrinaggio dei sacerdoti diocesani insieme al Vescovo Monsignor Sanguinetti … Don Manca non ce l’ha fatta, ma una copia dei Vangeli da lui tradotti in Sardo, l’ho portata di luogo in luogo, leggendo dovunque il brano appropriato e facendo apporre dal custode del santuario il timbro sulla pagina letta. Quando andate a fargli visita al “Ricovero”, fatevela mostrare.  

Esattamente per la Pasqua di due anni fa sono venuti i componenti del Coro Polifonico Monteverdi, per celebrare il 25° di attività artistica. Devo dire che essi hanno “lasciato il segno”, colpendo non solo l’udìto (per la bellezza e l’intensità spirituale dei brani musicali eseguiti), ma anche … il palato, per gli squisiti prodotti DOC che hanno imbandito su una tavolata di 20 metri: pane ‘e fresa, casu e Arvesiniau, sartizza e cogone, tiliccas e gatò, amarettos e pabassinos … tutto regolarmente dichiarato alla dogana come “prodotti liturgici per le celebrazioni pasquali!”  

Alcuni di voi programmano di venire in Terra Santa per il loro 25° di matrimonio o in altra circostanza significativa. Noi siamo pronti ad accogliervi e saremo felici di farvi da guida a Betlemme (dove Don Nicola non vi lascerebbe mancare il pane, prodotto da quel forno che è conosciuto in mezzo mondo e sostenuto dalla beneficenza di migliaia di amici), a Cremisan dove sia lui sia io per anni abbiamo bevuto il miglior vino della Terra Santa, e infine a Gerusalemme, per il pellegrinaggio più bello alla basilica costantiniana che include sia il Calvario sia la Tomba vuota.  

Ma, una visita virtuale o fisica a questa “città santa” resta, tutto sommato, secondaria: l’importante è venire a Gerusalemme spiritualmente. Cioè partecipare tramite la fede e i sacramenti, agli eventi che qui Gesù ha vissuto, ai misteri che Egli ha portato a compimento con la sua via crucis, la morte e risurrezione, l’ascensione e la pentecoste. Se c’è questa sintonia spirituale, ogni luogo diventa Gerusalemme, ogni evento è contemporaneo con quelli di 2000 anni fa: le sofferenze, le gioie, le speranze, l’attesa di essere anche noi trasfigurati a immagine del Cristo Risorto, e della sua Madre Maria.  

Trovandoci qui sul posto, Don Nicola e io abbiamo la possibilità di recarci spesso a pregare sul Calvario, o sulla Tomba Vuota, tra gli ulivi del Getsemani o nella stanza superiore del Cenacolo. Assicuriamo la nostra fraterna preghiera: che il Signore dia l’eterno riposo a coloro che ci hanno preceduto, assista tutti voi e vi colmi della sua benedizione. Che l’incontro con il Signore Risorto sia la sorgente della vostra fortezza nelle prove, della vostra gioia e ottimismo, sempre.  

I migliori auguri di FELICE SANTA PASQUA DI RISURREZIONE.  

I vostri Don Nicola Masedu e Don Gianni Caputa

 

Tomba molto simile a quella di Gesù, con la pesante pietra circolare che veniva fatta scorrere lungo il canale a chiudere l'ingresso esterno. Si intravede la camera interna con due loculi nei quali venivano posti gli ossuari

 

 

 

Cappella attuale (della fine 19° sec.) che racchiude la tomba vuota di Gesù. E' al centro della grande rotonda costruita da Costantino che è sormontata da una cupola in forma di corona trionfale, aperta verso il cielo