Dal 28 Giugno all’8 Luglio 2009 la “International School for Holocaust Studies” del Centro “Yad va Shem” a Gerusalemme ha organizzato un seminario di studio per docenti sulla Shoah, coordinato dai professori Ephraim Kaye e Stephanie MacMahon. Vi hanno partecipato 31 professori ed educatori, sia Ebrei che Cristiani, provenienti dagli USA, UE, Israele, che hanno seguito le conferenze di 25 relatori. Vi era anche qualcuno dei sopravvissuti …

Sullo sfondo di un amplissimo excursus sulla storia dell’anti-semitismo (dal Libro di Esther, ai nostri giorni, passando per i terribili anni del Nazismo) si sono esplorati i campi più vari tra loro interconnessi: radici filosofiche, condizione di vita nei ghetti, resistenza morale e armata, esperimenti medici, arte…

La mattinata del 3 Luglio è stata dedicata a Pio XII, con contributi del prof. Sergio Minerbi (che ha ribadito le sue note posizioni polemiche) e di Don Giovanni Caputa. Il dibattito successivo, diretto dalla Dr Yael Orvieto è stato piuttosto limitato, per ragioni molto contingenti.

La mia relazione

Don Caputa ha esposto in forma documentaria, quanto Eugenio Pacelli ha detto e ha fatto per salvare Ebrei negli anni 1933-1944. Si è attenuto alla sequenza cronologica dei detti e fatti, inseriti nei loro contesti, così come furono attestati da numerosi testimoni e come sono documentati dalle fonti archivistiche, in parte pubblicate nei 12 volumi degli Actes et Documents… editi a cominciare dal 1965.  Il relatore ha fatto riferimento a studi storico-critici recenti, come quelli presentati l’anno scorso durante le giornate romane in occasione del 50° della morte di Pio XII, oppure quest’anno al Seminario dell’8-9 Marzo, organizzato congiuntamente da “Yad va Shem” e da Don Roberto Spataro, preside della sezione gerosolimitana della Facoltà Teologica Salesiana di “Ratisbonne”.

Significato culturale e interesse pedagogico

A nessuno sfugge quanto sia importante il ruolo dei docenti ed educatori, e ancor più quello dei loro “formatori-istruttori”. Essi hanno il compito di ricostruire criticamente e presentare in forma corretta quel periodo così complesso e tragico della storia contemporanea e, in particolare, il ruolo della Chiesa Cattolica e di Pio XII durante quegli anni.

Non si tratta solo di superare persistenti pregiudizi e di smontare letture revisionistiche che falsano completamente i dati storici … Si tratta soprattutto di mettere le basi per un futuro diverso, aiutando le nuove generazioni a capire la storia, a riflettere sui valori umani universali, premunirsi contro le radici di qualsiasi fondamentalismo, e progettare una convivenza pacifica fra le diverse tradizioni culturali, religiose, e i diversi modelli socio-politici.

 Un risvolto diplomatico

Dai primi anni ’90 la S.Sede e lo Stato di Israele hanno avviato trattative per stabilire un tipo di “Concordato a tappe” che in parte è ancora in cantiere. Il 30 Dicembre 1993 hanno firmato l’Accordo Fondamentale (14 articoli di principi generali), seguito dall’Accordo sulla Personalità Giuridica (10 Novembre 1997). Dal Marzo 1999 sono in corso negoziati sul cosiddetto Accordo Economico-Fiscale che, data la complessità della materia, si sta prolungando. Una volta firmato questo, si passerà a negoziare un Accordo Culturale che concluderà questa lunga e fruttuosa stagione di trattative internazionali.

Si può dire che la mattinata su Pio XII si inserisca tra il primo e l’ultimo “capitolo” di questo “Concordato a tappe”. Infatti nell’Accordo Fondamentali le due parti ribadirono il loro impegno a combattere tutte le forme di anti-semitismo e anti-cristianesimo. Un modo concreto per raggiungere questo obiettivo è ripensare l’insegnamento e l’apprendimento, riscrivere i libri di testo (in particolare di storia e di religione) delle scuole di vario tipo e grado, così da dare una presentazione oggettiva del Giudaismo e del Cristianesimo. Ma chi scrive e chi utilizza questi libri? chi prepara strumenti e sussidi didattici ? I docenti, appunto!

Penso che si debba rendere merito agli organizzatori di questo primo seminario internazionale di essere riusciti a mettere a disposizione dei docenti-educatori molti materiali di qualità e una metodologia pedagogica stimolante. Io mi riterrei soddisfatto se fossi riuscito a dare un’immagine un po’ più positiva di Pio XII, e a far nascere la consapevolezza che lo si può accostare in forma più serena e obiettiva.

È previsto che il discorso continuerà il prossimo inverno, nel corso di un secondo seminario internazionale dello stesso tipo.