... Notizie da Betlemme di don Nicola Masedu
6 – 12 – 09 – domenica –Nel pomeriggio arrivano alla Salesian Technical School (è il nome della nostra scuola salesiana di Betlemme), per vedere il materiale che dovranno utilizzare, i due artisti toscani Giovanni Balderi, scultore, e Simone Fiori, pittore e figurinaio (fa personaggi in gesso per i presepi e anche statue di santi che si espongono in chiesa), che si esibiranno martedì prossimo in piazza della Natività. Con loro sono anche Arianna ed Elisa che documentano con la cinepresa il loro lavoro. Li accompagna Angelo Fratini della Cooperazione Italiana. Abbiamo procurato con giornate di anticipo l’occorrente per il loro lavoro e messa a disposizione la sala giochi dei nostri allievi di modo che chi vuole possa anche assistere e vederli all’opera. (Le foto che ti ho mandato parlano da sole). Giovanni ha cominciato a scolpire un volto di “Cristo velato”, Simone invece ha cominciato a fare delle statuine per un presepio. 7 – 12 – 09 – lunedì – Lo scultore Giovanni Balderi e il figurinaio Simone Fiori eseguono dei lavori nella sala giochi della scuola: rispettivamente la scultura di un volto velato di Cristo e statuine del presepio in gesso. Vanno a fare pranzo all’hotel Holy Family, dove alloggiano, e poi nel pomeriggio riprendono a lavorare. La giornata è brumosa e cade qualche sottile e fitta goccia di pioggia che inumidisce il terreno. Nel pomeriggio gli artisti continuano a lavorare, poi verso le 16.00 visitano il nostro centro artistico salesiano e il museo accompagati dal direttore (NB: sono io). In questa visita si unisce a loro un nostro confratello sloveno di passaggio, don Danilo Lisjak (amico di don Franco Zajtl mio compagno di ordinazione sacerdotale) che ha lavorato tanti anni in Congo, Rwanda, Burundi. Acquista alcuni ricordini di legno d’ulivo, poi, dopo una lunga chiacchierata col direttore e aver preso un caffé, ritorna in autobus a Gerusalemme. 8 – 12 – 09 – martedì – Solennità dell’Immacolata. Esami di metà anno. Pioviggina. Il direttore, con il prof. Ibrahim alla guida della Punto, porta il materiale degli artisti ai loro gazebo in piazza della Natività (NB il prof. Ibrahim insegna elettricità da trent’anni nella nostra scuola che aveva frequentato da studente). Pare che non manchi nulla, ma alle 12.20 telefona Angelo Fratini dicendo che mancano gli attrezzi al M° Ferrante, falegname e costruttore di presepi: sega, silicone, raspe, taglierine, fogli di sughero... in realtà tutto il materiale era stato già procurato, eccetto i fogli di sughero che non si erano trovati da nessuna parte, né in Betlemme né Beit Jala. Alla fine si prende da Sayeh (un nostro fornitore) una larga bacheca fatta appunto di due larghi fogli di sughero incollati su un cartone da entrambi i lati, e così si risolve l’inconveniente. In piazza della Natività artisti di diverse parti d’Italia danno prova della loro bravura dipingendo con gesso, due signore facendo ed esponendo del pane in miniatura, altri suonando, scolpendo, cantando ecc. ecc. A un certo punto, il capo della Cooperazione Italiana, dott. Gianandrea Sandri, che ha organizzato la manifestazione, chiama tutti a raccolta perché è il momento della consegna di due regali: uno al “Peace Center” (= Centro della Pace) e uno ai Salesiani. Il dott. Vittorio Sgarbi (e sì, è proprio lui!), che consegna il “Cristo Velato” di Giovanni Balderi al Peace Center e un presepio di Simone Fiori a don Nicola, espone una riflessione sul Bambino Gesù e sul Cristo morto, nascita e morte, la storia anche di ognuno di noi, e si chiede come fanno certuni, alludendo a fatti accaduti nelle settimane scorse in Europa, a vedere una minaccia in quel Bambino appena nato e in quel Cristo morto!... In piazza ci sono tanti artisti che hanno tratto ispirazione (come in tutto il mondo) da Gesù, dalla religione cristiana, che è la più grande fonte di ispirazione degli artisti: pittori, scultori, architetti, musici, ecc... La dott.ssa Marianna Bianchetti, della Coperazione Italiana, traduce dall’italiano in inglese. Poco dopo il dott. Sgarbi consegna a don Nicola un secondo presepio napoletano messo a disposizione dagli autori, i coniugi Ferrante. Si fanno foto ricordo col dott. Sgarbi e i tenores di Bitti del gruppo Mialinu Pira, piacevolmente sorpresi di poter conversare in sardo a Betlemme con un conterraneo: poco prima avevano eseguito un canto natalizio tradizionale sardo.
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