FESTA DELLA PACE 2012

 Rimandata per ben due volte a causa della neve, domenica 15 Aprile nove paesi della diocesi di Ozieri, si sono dati appuntamento nel paese di Bono, dove si è tenuta la Festa della Pace diocesana e   unitaria. Essa è stata fortemente voluta dall’ equipe diocesana acr, anche se oltre i tempi previsti, in quanto tappa fondamentale di un percorso e cammino di preparazione.Un occasione per tutti in cui alzare lo sguardo e riconoscere l’altro, accogliendo sia la Luce che i “Pesi” accumulati a causa di situazioni in cui la libertà non è stata espressa e  rispettata.

L’ACR è un articolazione sana, viva, festosa e allegra, sempre pronta ad accogliere le sfide, e a portarle avanti con la passione che la contraddistingue. Ed è cosi che intorno alle nove e trenta del mattino, il nostro paese ha visto l’arrivo di  circa duecento persone, fra bambini, ragazzi, giovani, e adulti di Azione Cattolica, ospiti presso il ristorante Monterasu a Uschi che ci è stato gentilmente  messo a disposizione per l’occasione.

Il tutto ha avuto inizio con l’accoglienza, coordinata dagli educatori,  con l’aiuto e la fondamentale collaborazione dei genitori e  la registrazione dei vari gruppi presso lo sportello della segreteria che ha provveduto anche a raccogliere le quote donate dai bambini per l’iniziativa annuale sulla  carità. Tutti i ragazzi hanno poi provveduto ad imbucare nella cassetta della posta, dopo averla timbrata, la propria cartolina di pace preparata durante gli incontri di acr, raffigurante luoghi di luce e di buio dei propri paesi. Tutte le cartoline indirizzate all’equipè diocesana verranno raccolte in un foto libro che verrà mostrato durante la prossima festa degli incontri. Alle dieci e trenta è arrivata l’ ora di recarsi in parrocchia per la celebrazione Eucaristica, dove ci aspettava il nostro parroco don Mario e la comunità di Bono, che ha accolto i partecipanti dei vari paesi e i padroni di casa, con un lungo  e fragoroso applauso. Il tempo di sistemarsi nei banchi, il canto d’ingresso, e la lettura della spiegazione della celebrazione che da li a poco si sarebbe vissuta per rendere partecipi dei vari momenti l’intera assemblea.

Due i momenti particolari che hanno caratterizzato la Santa Messa. Un poster colorato raffigurante la pace  e l’incontro tra i popoli è stato gradualmente scoperto, precisamente, dopo la recita del Gloria, della proclamazione della Prima e della Seconda lettura. Tre momenti questi che hanno visto coinvolti i tre settori di appartenenza. Questo gesto a significare che prima di conoscere il Signore ogni uomo trascina la sua esistenza nel buio come un cieco, mentre l’approccio con la Parola e la sua glorificazione rendono più chiara la vista e fanno scomparire il buio. Altro gesto significativo, lo scambio della pace: un ragazzo di ogni gruppo acr ha ricevuto la pace dal celebrante ai piedi dell’altare, e l’ha portata simbolicamente al suo gruppo, a testimoniare lo spirito che contraddistingue questa festa e la nostra vita da cristiani. Durante l’omelia, don Mario, partendo dal brano del Vangelo domenicale sulla fede di San Tommaso, si è soffermato sulla testimonianza credibile che i discepoli devono sempre rendere al Signore, e sulla costanza che tutti i cristiani, sin da piccoli, devono avere per seguirlo, con il coraggio che lo stesso Gesù dopo la sua Resurrezione ha dato ai suoi apostoli, così da diffondere nel mondo il suo messaggio di amore e di perdono. Lo stesso messaggio che è stato portato per le strade di Bono durante la Marcia della Pace, a rimarcare come sia stato significativo che la Festa diocesana sia alla fine caduta proprio nella Seconda Domenica di Pasqua.                  

Finita la celebrazione i ringraziamenti all’amministrazione comunale per la loro presenza e testimonianza, alle autorità civili e militari, a signora Franca e al settore adulti di Bono per la collaborazione, ai genitori, a don Mario e ai sacerdoti di Bono. In questa giornata abbiamo voluto dedicare una preghiera all’ assistente regionale dell’acr, don Giampiero Fronteddu, che sta affrontando con fede e coraggio la sua malattia.    

Successivamente ci siamo preparati a vivere appieno la marcia della pace, che si è snodata per le vie del paese. Durante il percorso accompagnato dai bans, tre tappe in cui sono stati letti tre pensieri, dai giovani , adulti e acr.

“ Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza  la luce del giorno”: in questo modo Papa Benedetto XVI, nel messaggio per la 45° Giornata Mondiale della Pace, fa riferimento al periodo di grave crisi economica, sociale, morale e spirituale che stiamo attraversando. I destinatari principali del messaggio sono i giovani, “nella convinzione che essi con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale possono offrire una nuova speranza al mondo”. I giovani sono quelli che vivono nell’incertezza del domani e solo vedendo Gesù, come la luce e il sale della terra, possono esprimere il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro.

Il pensiero fatto dal settore adulti è stato calato nel nostro territorio. La diocesi di Ozieri piccola, con tre aree geografiche e culturali molto diverse fra loro. Il Goceano, il Logudoro e la Gallura. Il Goceano con la sua montagna ricco di bellezze naturali: Sa Fraigada, Foresta Burgos, Monte Pisanu, il castello di Burgos. Benetutti con le sue acque, e quindi le sue terme. Berchidda ai piedi del Limbara, ricca di iniziative culturali e di tante bellezze naturali. Ozieri centro della diocesi, purtroppo oggi perde pezzi importanti della sua tradizione: l’ippodromo, la stazione di Chilivani. Ma la perdita più grave è la decadenza dell’ospedale, per tanti anni fiore all’occhiello, a tutt’oggi non si sa quale sarà la sua fine. I paesi che erano diventati ricchi grazie al sughero e al granito, oggi soffrono per mancanza di lavoro. Questa nel bene e nel male è la situazione del nostro territorio. Le responsabilità sono a vari livelli, e ognuno di noi nel suo piccolo deve sentirsi coinvolto. La pace non accetta di appartenere a una sola parte, ma di essere condivisa. La pace come diceva Tonino Bello è la convivialità delle differenze.

La tappa dell’ acr è stata improntata sui diritti dei bambini.

Nel Vangelo Gesù stesso invita i suoi discepoli a non mandare via, ma ad accogliere e rispettare i bambini e i ragazzi, perché “a chi è come loro appartiene il Regno di Dio”. Noi tutti abbiamo infatti diritto innanzitutto a vivere con gioia la nostra età, in ogni suo momento, lontano da ogni male e dalle ingiustizie, dalla prepotenza e dall’arroganza che spesso gli adulti hanno nei nostri confronti. Lontano dalla povertà e dalla fame, in tutto il mondo così come nei nostri paesi e città. Ognuno di noi ha diritto ad essere rispettato come persona, che è unica e preziosa secondo quanto voluto dal Signore, con una speciale attenzione all’accoglienza del nostro prossimo, specialmente di chi è meno fortunato di noi, di qualunque nazione o condizione esso sia.

Noi ragazzi abbiamo diritto ad una crescita pienamente serena: serenità in famiglia, a scuola, nel tempo libero e anche nel gioco. Serenità per i nostri genitori, perché siano rispettati anch’essi in tutti i loro diritti, ad iniziare da quello al lavoro, che anche nel nostro territorio manca per molti.

Ognuno di noi ha diritto ad avere una casa, a ricevere la giusta educazione, istruzione e cultura, vivendo nella libertà e nella dignità, potendo esprimere le nostre capacità in tutto quello che ci riguarda .Noi ragazzi abbiamo diritto ad essere difesi e a vivere lontano dai maltrattamenti e dalle violenze, di qualsiasi tipo esse siano.

Tre importanti riflessioni su cui ognuno dovrebbe meditare. Finita la marcia, il pranzo rigorosamente a sacco. Alle quindici la ripresa delle attività con i giochi organizzati dall’ equipe e dagli educatori di Bono. Scelta azzeccata quella di inserire giochi tradizionali come la corsa dei sacchi, il tiro alla fune, la gara di hula hop, la corsa col cucchiaio, ma anche delle belle novità come il truccabimbi, e qui mi permetto di ringraziare Daniela, Anna, Maria Giovanna e Gabriella, un tuffo di pace,  una piscina colma di palline colorate  dove i bambini si tuffavano dentro per cercare degli oggetti  in un  tempo prestabilito, le sculture di palloncini abilmente preparati da Maria Francesca e Virginia di Bono che ringraziamo calorosamente per il loro contributo, la corsa con dei grossi palloni, e la cabina del fotografo, dove ogni bambino ha potuto fare la foto ricordo della giornata. I ragazzi si sono cimentati in tutti i giochi loro proposti, l’entusiasmo e il divertimento erano palpabili nell’aria, e non solo quello dei ragazzi ma anche quello degli educatori.

Alle diciassette la preghiera finale e i saluti.

Un grazie a tutti gli educatori che con passione e entusiasmo hanno condiviso con noi questa giornata, un grazie al nuovo gruppo animazione, che ha animato la giornata con i bans. Un grazie di cuore, come responsabile parrocchiale dell’ Acr di Bono, lo voglio rivolgere al mio gruppo educatori, per tutto il lavoro che fanno durante l’anno, sacrificando del loro tempo libero, per metterlo a disposizione dei ragazzi.

 

                                                                                                       Maura Cocco

 

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