Dal 1985 la comunità parrocchiale di Bono attendeva l'ordinazione sacerdotale di un suo figlio il 30 giugno scorso questo desiderio si è avverato con  l'ordinazione di Francesco Mameli. Nato a Bono il 22 agosto 1957, Francesco ha maturato la sua vocazione al sacerdozio ordinato, leggendo le esperienze della propria vita e l'incontro con le persone che il Signore mette a fianco, prima di tutto i genitori, uno zio sacerdote e tre zie suore che lo hanno orientato verso questa scelta. In particolare una di queste suore, suor Immacolata Virdis, sua madrina di battesimo, con consigli e esempio di vita, è stata una figura di riferimento per la sua crescita personale e spirituale. Una suora che ha vissuto l'amore totale verso Dio e portato agli altri nella preghiera e nella sofferenza. Vivere l'amore verso Dio e raccontare ai fratelli che ci mette a fianco questo grande amore. Dopo la laurea in Psicologia, ottenuta nell'università La Sapienza di Roma, Francesco ha portato questi insegnamenti nella vita svolta fino ad oggi, come dipendente della Azienda USL N°1 di Sassari, nel distretto di Ozieri, come psicologo dirigente e nel consultorio familiare del Goceano come psicologo e psicoterapeuta. Ha proseguito gli studi nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, conseguendo nella Pontificia Università Lateranense il Baccellierato in Sacra Teologia e ricevendo l'ordinazione diaconale nella Arcibasilica Patriarcale di San Giovanni in Laterano a Roma dal Card. Camillo Ruini allora presidente della CEI, il 28 ottobre 2006. Quella di Francesco è la prima ordinazione sacerdotale che il vescovo Sergio Pintor ha conferito nel suo ministero episcopale iniziato l'8 dicembre 2006, con la sua consacrazione a pastore della Chiesa di Ozieri.

 Cronaca Ordinazione don Francesco Mameli di Piero Usai

Per due giorni consecutivi le campane della chiesa parrocchiale di Bono hanno suonato a festa per salutare l'ordinazione sacerdotale di un suo figlio, Francesco Mameli, nel giorno 30 giugno e la sua prima messa il 1 luglio. Erano ben ventidue anni che la parrocchia di Bono attendeva un evento simile, dall'ordinazione di don Gian Franco Pala, avvenuta nel settembre 1985. Un cammino particolare quello che ha portato il neo presbitero a ricevere il sacramento dell'ordine sacerdotale all'età di cinquant'anni, prima ordinazione sacerdotale del nostro vescovo Sergio, il quale ha ricordato questo fatto nell'omelia, con commozione, parlando del primo incontro avvenuto a Roma con don Francesco subito dopo la sua nomina a vescovo di questa Chiesa. Le due celebrazioni si sono svolte nell'anfiteatro comunale, per dare la possibilità al maggior numero di persone di assistere ad un evento del genere, infatti durante la celebrazione dell'ordinazione si calcola fossero presenti non meno di mille cinquecento persone e il giorno dopo non meno di mille persone. Le due celebrazioni si sono aperte con la processione che, dalla chiesa intitolata a San Raimondo sull'omonimo colle, ha portato i celebranti e il candidato presbitero fino al suggestivo luogo della celebrazione, nello stesso colle di S. Raimondo. Accompagnato dagli amici seminaristi e dal rettore del "Pontificio Seminario Romano Maggiore" presso il Laterano a Roma, don Francesco, visibilmente emozionato è entrato, accompagnato dall'applauso della Chiesa di Bono, nell'anfiteatro. All'inizio della celebrazione il saluto del sindaco Piero Molotzu ha ricordato l'impegno e l'opera che ha accompagnato la vita di Francesco nel suo lavoro e nella società civile di Bono, mentre il parroco don Mario Curzu ha voluto ringraziare tutte le persone convenute per questa celebrazione e quelli che come comitato organizzatore hanno preparato dal punto di vista tecnico questo evento.

Omelia di mons. Pintor

Il vescovo ha ricordato il cammino di sequela che ogni cristiano è chiamato a fare, e nella diversità di cammino ha parlato della chiamata di Francesco, lui ha scelto di seguire il maestro e pastore Gesù, nel totale abbandono all'amore che lui dona a tutti noi. Francesco è stato chiamato fin dal grembo della madre e attraverso gli incontri della vita ha maturato la sua vocazione al sacerdozio ordinato. "Il Signore ti ha messo il mantello della famiglia, il mantello della tua comunità, il mantello dei confratelli sacerdoti, questo mantello ti ha coperto e tu hai risposto ECCOMI, una parola che spesso sento durante le cresime, pronunciata con superficialità, oggi la sento anche nel tono della tua voce, un ECCOMI veramente sentito, ECCOMI è la Parola della Fede, come l'ECCOMI di Abramo, l'ECCOMI della Madonna, l'ECCOMI di Gesù". "ECCOMI è la risposta alla Parola di Dio e il seguire Lui è essere liberi nella libertà dell'Amore. Un amore esigente ma non riduttivo, io scommetto tutta la mia vita perché tu sei il mio unico bene". "Oggi Dio ti riempie del suo Amore, e non dovrai mai avere paura; il segreto di ciò è che la nostra povertà diventa ricchezza, quando la mettiamo nel cuore di Dio, che le nostre paure, le nostre debolezze diventano forza , potenza di Dio". "I gesti che noi compiremo fra qualche secondo sarebbero gesti vuoti se non irrompesse lo Spirito di Dio. Noi siamo, diceva un'espressione antica, sacerdoti "ALTER CRISTUS", anzi voglio dire noi non siamo ALTER CRISTUS, ma Cristo stesso. Se il battesimo ci fa Cristo, il sacramento del sacerdozio ti fa il Cristo maestro, il Cristo pastore, il Cristo servo, il Cristo che cura e ha cura dei fratelli, il Cristo che è il sacramento della tenerezza di Dio, che fa sentire tutti amati".

Rito di consacrazione

Subito dopo l'omelia, come segno di umiltà e prostrazione Francesco steso a terra, c'è stata l'invocazione dei santi con il canto delle litanie e lo sviluppo del rito dell'ordinazione, con le promesse e dopo la consacrazione l'imposizione delle mani da parte del vescovo e dei sacerdoti, c'è stata la serie dei riti esplicativi con la vestizione, la consegna del pane e del vino. Francesco è sacerdote e un lungo applauso ha salutato questo annuncio. Con commozione il neo sacerdote ha salutato i genitori e i fratelli e i parenti tutti, quindi si è insediato vicino al Vescovo per continuare nella celebrazione. Alla fine della celebrazione, prima della benedizione finale, sono voluti intervenire, per salutare il nuovo sacerdote, due sacerdoti missionari salesiani di Bono, don Gianni Caputa e don Nicola Masedu, che con umiltà, semplicità, molto impegno e responsabilità servono il Signore nella terra di Palestina.

Prima Messa

Il giorno dopo, per la sua prima Messa, don Francesco ha guidato la processione dalla chiesa parrocchiale alla chiesa di San Raimondo e poi da questa fino all'anfiteatro. Con l'omelia (che riportiamo a parte), il rettore del seminario "Lateranense" di Roma, ha riconosciuto attraverso la lettura del brano del Vangelo, nel ministero sacerdotale di Francesco due forti caratteristiche: la decisione e il seguimi. Nel suo ringraziamento a fine celebrazione, don Francesco, non ha voluto dimenticare nessuno, i genitori, fratelli e sorella, gli zii, cugini e parenti tutti, lo zio sacerdote don Benvenuto Mameli, don Giovanni Manca, le associazioni impegnate per la preparazione, don Leone e i sacerdoti della diocesi, i vescovi mons. Sanguinetti e mons. Pintor, il rettore del seminario romano e i seminaristi, i suoi coetanei e colleghi di lavoro, il parroco don Mario, un ringraziamento alla zia suora ancora in vita suor Saveria che sta offrendo le sue preghiere nella sofferenza, così come don Angelo Angioni, in Brasile, e tutti gli ammalati. Grazie a mons. Antonino Angioni che dal cielo prega con tutti i cari defunti. Ha voluto concludere suoi ringraziamenti ricordando la figura di suor Immacolata, suora donata totalmente all'amore verso Cristo e di cui don Francesco era figlioccio e testimone. Ha letto quindi una lettera personale che la suora gli aveva inviato qualche tempo fa, invitandolo a vivere la propria vocazione guidandola e alimentandola con la preghiera e con i sacramenti. A conclusione di tutto don Francesco ha voluto recitare una preghiera di invocazione e di ringraziamento alla SS. Trinità, quindi c'è stato il rito del bacio delle mani consacrate di don Francesco da parte di tutti i fedeli. Le due serate si sono concluse con la festa in un locale del paese dove è stata offerta la cena e tutti hanno potuto salutare e fare gli auguri a don Francesco, i gruppi folk e i cori hanno animato con canti e balli fino a tarda notte per la gioia dei seminaristi venuti dalla penisola.

"Dalla voce del Logudoro" settimanale diocesano

 

A  Don Francesco Mameli

 Caru Franziscu prima fis duttore

Oe sese unu omine devotu

Prima curaias males e rancores

Como curas sas animas de tottu

 

Chei su Padre de Assisi as cambiadu

Pro amore de sa vida in custa terra

Azzetta s’auguriu de onzi invitadu

Chi potas debellare onzi gherra

 

Tue chi ses naschidu in Funtanedda

Zona de Bono e de zente sinzera

Leache a Cresia piseddos e piseddas

A imparare sa tua preghiera

Sia zente bianca, gialla o niedda

Tratta a tottu in sa matessi manera

Chere ene a tottu e a tottu ama

Comente amana a tie babbu e mama  

 Peppinu Irde

 Oe 30 de lampadas de su 2007

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