Dal
1985 la comunità parrocchiale di Bono attendeva l'ordinazione sacerdotale di un
suo figlio il 30 giugno scorso questo desiderio si è avverato con
l'ordinazione di Francesco Mameli. Nato a Bono il 22 agosto 1957,
Francesco ha maturato la sua vocazione al sacerdozio ordinato, leggendo le
esperienze della propria vita e l'incontro con le persone che il Signore mette a
fianco, prima di tutto i genitori, uno zio sacerdote e tre zie suore che lo
hanno orientato verso questa scelta. In particolare una di queste suore, suor
Immacolata Virdis, sua madrina di battesimo, con consigli e esempio di vita, è
stata una figura di riferimento per la sua crescita personale e spirituale. Una
suora che ha vissuto l'amore totale verso Dio e portato agli altri nella
preghiera e nella sofferenza. Vivere l'amore verso Dio e raccontare ai fratelli
che ci mette a fianco questo grande amore. Dopo la laurea in Psicologia,
ottenuta nell'università
Il
vescovo ha ricordato il cammino di sequela che ogni cristiano è chiamato a
fare, e nella diversità di cammino ha parlato della chiamata di Francesco, lui
ha scelto di seguire il maestro e pastore Gesù, nel totale abbandono all'amore
che lui dona a tutti noi. Francesco è stato chiamato fin dal grembo della madre
e attraverso gli incontri della vita ha maturato la sua vocazione al sacerdozio
ordinato. "Il Signore ti ha messo il mantello della famiglia, il mantello
della tua comunità, il mantello dei confratelli sacerdoti, questo mantello ti
ha coperto e tu hai risposto ECCOMI, una parola che spesso sento durante le
cresime, pronunciata con superficialità, oggi la sento anche nel tono della tua
voce, un ECCOMI veramente sentito, ECCOMI è
Rito
di consacrazione
Subito dopo l'omelia, come segno di umiltà e prostrazione Francesco steso a terra, c'è stata l'invocazione dei santi con il canto delle litanie e lo sviluppo del rito dell'ordinazione, con le promesse e dopo la consacrazione l'imposizione delle mani da parte del vescovo e dei sacerdoti, c'è stata la serie dei riti esplicativi con la vestizione, la consegna del pane e del vino. Francesco è sacerdote e un lungo applauso ha salutato questo annuncio. Con commozione il neo sacerdote ha salutato i genitori e i fratelli e i parenti tutti, quindi si è insediato vicino al Vescovo per continuare nella celebrazione. Alla fine della celebrazione, prima della benedizione finale, sono voluti intervenire, per salutare il nuovo sacerdote, due sacerdoti missionari salesiani di Bono, don Gianni Caputa e don Nicola Masedu, che con umiltà, semplicità, molto impegno e responsabilità servono il Signore nella terra di Palestina.
Prima
Messa
Il giorno dopo, per la sua prima Messa, don Francesco ha guidato la processione dalla chiesa parrocchiale alla chiesa di San Raimondo e poi da questa fino all'anfiteatro. Con l'omelia (che riportiamo a parte), il rettore del seminario "Lateranense" di Roma, ha riconosciuto attraverso la lettura del brano del Vangelo, nel ministero sacerdotale di Francesco due forti caratteristiche: la decisione e il seguimi. Nel suo ringraziamento a fine celebrazione, don Francesco, non ha voluto dimenticare nessuno, i genitori, fratelli e sorella, gli zii, cugini e parenti tutti, lo zio sacerdote don Benvenuto Mameli, don Giovanni Manca, le associazioni impegnate per la preparazione, don Leone e i sacerdoti della diocesi, i vescovi mons. Sanguinetti e mons. Pintor, il rettore del seminario romano e i seminaristi, i suoi coetanei e colleghi di lavoro, il parroco don Mario, un ringraziamento alla zia suora ancora in vita suor Saveria che sta offrendo le sue preghiere nella sofferenza, così come don Angelo Angioni, in Brasile, e tutti gli ammalati. Grazie a mons. Antonino Angioni che dal cielo prega con tutti i cari defunti. Ha voluto concludere suoi ringraziamenti ricordando la figura di suor Immacolata, suora donata totalmente all'amore verso Cristo e di cui don Francesco era figlioccio e testimone. Ha letto quindi una lettera personale che la suora gli aveva inviato qualche tempo fa, invitandolo a vivere la propria vocazione guidandola e alimentandola con la preghiera e con i sacramenti. A conclusione di tutto don Francesco ha voluto recitare una preghiera di invocazione e di ringraziamento alla SS. Trinità, quindi c'è stato il rito del bacio delle mani consacrate di don Francesco da parte di tutti i fedeli. Le due serate si sono concluse con la festa in un locale del paese dove è stata offerta la cena e tutti hanno potuto salutare e fare gli auguri a don Francesco, i gruppi folk e i cori hanno animato con canti e balli fino a tarda notte per la gioia dei seminaristi venuti dalla penisola.
"Dalla voce del Logudoro" settimanale diocesano
A Don Francesco Mameli
Oe sese unu omine devotu
Prima curaias males e rancores
Chei su Padre de Assisi as cambiadu
Pro amore de sa vida in custa terra
Azzetta s’auguriu de onzi invitadu
Chi potas debellare onzi gherra
Tue chi ses naschidu in Funtanedda
Zona de Bono e de zente sinzera
Leache a Cresia piseddos e piseddas
A imparare sa tua preghiera
Sia zente bianca, gialla o niedda
Tratta a tottu in sa matessi manera
Chere ene a tottu e a tottu ama
Comente amana a tie babbu e mama