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Sono le venti e trenta di
domenica 26 ottobre e sono appena rientrata a casa un pò stanca, ma
veramente felice e contenta per la bellissima giornata che abbiamo
appena trascorso e vissuto con i nostri ragazzi in occasione della Festa
del Ciao. Ripartiti ai primi di ottobre, con gli incontri settimanali
dei ragazzi, abbiamo preparato la Festa del CIAO seguendo ciò che la
guida nazionale ci propone per tale periodo. Per quello che riguarda la
catechesi legata alla prima fase, i bambini scoprono che attraverso il
Sacramento del Battesimo entrano a far parte della comunità cristiana.
Ma c’è una persona che già li conosceva ancora prima che essi
nascessero, e sapeva anche il loro nome, questa persona è Dio Padre che
ama tutti noi senza vincoli ne presupposti. Il nostro compito in questo
periodo è quello di far capire ai bambini che il Battesimo che essi
hanno ricevuto, è un dono e devono viverlo con generosità, capendo che,
anche se piccoli, sono chiamati ad essere autentici testimoni di Gesù.
MI ….BASTI TU ! è il tema che
ci accompagna per tutto l’anno, ed è l’invito a riconoscere che Gesù è
l’essenziale della nostra vita, la roccia su cui costruire giorno dopo
giorno i nostri progetti. Il CENTRO COMMERCIALE, è il luogo che a
livello nazionale è stato scelto per ambientare la storia annuale,
quella che ci accompagna e che fa da filo conduttore attraverso le varie
fasi. È il luogo che meglio di tutti descrive la logica dei ragazzi di
oggi, sempre alla continua ricerca di qualcosa.
A noi educatori il compito di
preparare per i nostri ragazzi una bella festa. Per prima cosa alle
dieci del mattino ci siamo ritrovati tutti in chiesa per la celebrazione
Eucaristica, interamente animata dai bambini, dai canti alle letture e
all’offertorio. All’inizio abbiamo voluto spiegare all’assemblea
presente il significato della Festa del Ciao e il perché essa viene
fatta, in modo che tutti i presenti potessero capire i vari gesti
susseguitesi durante la Messa. Non so se era la giornata particolare o
l’atmosfera che si è creata in chiesa, ma i bambini sono stati davvero
speciali. Hanno seguito con particolare attenzione la celebrazione,
hanno cantato con entusiasmo e gioia.
L’omelia fatta da Don Garau si
sofferma ricordandoci di “Amare il Signore nostro Dio con tutto il
nostro cuore, con tutta l’anima, e con tutta la mente”. Questo è il
grande e primo comandamento. Poi ci dice di “Amare il prossimo come noi
stessi”. Al momento dell’ offertorio, oltre al pane e al vino, i bambini
hanno portato la scatola e il libro dei desideri. Simboli questi che
racchiudono il lavoro svolto con i ragazzi durante gli incontri. In
quest’anno essi saranno orientati alla ricerca dei desideri e bisogni
che abitano il loro cuore, guardando dentro sé stessi per imparare a
riconoscere e decifrare quelli veramente importanti. |