Si è tenuto a Ghilarza dal 25 al 31 luglio il campo scuola diocesano aperto ai bambini e ragazzi dell’azione cattolica.

Erano presenti cinquantuno persone fra bambini, ragazzi, educatori, aiuto educatori, membri dell’equipe e l’assistente diocesano don Roberto Arcadu.

All’arrivo a Ghilarza intorno alle 18,00 c’è stata la registrazione degli ospiti, l’assegnazione e la sistemazione nelle camere. Dopo cena, l’animazione con l’accoglienza, la conoscenza di tutti i partecipanti al campo, e la presentazione del tema che ci ha accompagnato durante tutte le giornate. E’ stato davvero coinvolgente camminare tutti insieme in “SUPERSTRADA con PAOLO”. A ciascuno di noi è stato dato un libretto per la liturgia del campo che ci ha guidato a vivere bene il tempo dedicato alla preghiera. Dalla celebrazione di accoglienza “La Tenda di Tarso” voglio soffermarmi su questa frase : “Siamo arrivati tutti da strade diverse, ognuno porta con sè la sua vita, i suoi sogni, i suoi progetti. Tante strade che si incrociano per diventare un’ unica strada da percorrere insieme tra noi e con te, Gesù.” Il segno della giornata portato nella cappella e deposto lungo il percorso che porta all’altare sono stati un paio di sandali.

Al mattino seguente il nostro viaggio è proseguito “SULLA STRADA DI DAMASCO”; i bambini sono stati messi all’ascolto del brano dove appunto viene raccontato della folgorazione di Paolo sulla strada per Damasco. Poi su un mattone fatto di cartoncino hanno scritto  il loro impegno per il campo, uniti tutti insieme hanno formato la strada da percorrere.

IL 27 luglio invece il nostro cammino ci ha portato verso “LA COMUNITA’ DI GERUSALEMME”, qui i ragazzi hanno ascoltato cosa vuol dire essere comunità, ma anche le difficoltà che ogni giorno si incontrano per essere tale. Con esempi molto semplici i bambini si sono soffermati a ragionare sul significato di irresponsabilità, mancata collaborazione, ostacoli da superare, dare per avere, ect, rapportati poi all’interno della comunità dove loro vivono. I segni della giornata sono stati l’uva,il grano e i sassi.

Nella giornata successiva camminando tutti insieme sulle orme dei santi siamo arrivati alla “CITTA DI CORINTO”. I gruppi di lavoro hanno letto e analizzato la storia e la vita di alcune figure di santi come Madre Teresa di Calcutta, Nennolina, Pier Giorgio Frassati, don Pino Puglisi, come testimoni del prolungamento della presenza di Gesù in mezzo a noi. Segno della giornata le orme.

Il 29 luglio al mattino il nostro viaggio è proseguito con il “NAUFRAGIO”, i ragazzi divisi in gruppi hanno letto il brano riferito al naufragio della nave in cui si trovava San Paolo. Di pomeriggio invece c’è stata la “Liturgia Penitenziale”, i bambini dopo aver ascoltato la parola di San Paolo apostolo nella lettera ai Corinzi in cui esorta i fratelli a riconciliarsi con Dio, hanno fatto la loro confessione individuale. Segno della giornata la vela della nave formata dall’unione di tanti pezzi di stoffa in cui ognuno di loro ha scritto una frase. Il 30 luglio il nostro cammino ci ha visto impegnati nell’affrontare il tema del “NON C’E’ DONO PIU’ GRANDE”, tutti insieme abbiamo riscoperto il nostro Battesimo e quindi la nostra chiamata per nome a far parte della Chiesa. Il segno della giornata sono state delle gocce d’acqua realizzate in cartoncino dove ognuno ha scritto le proprie impressioni sul campo. In  tutti i giorni di campo al pomeriggio veniva fatto il Grande Gioco che era attinente al lavoro svolto al mattino. Alla sera dopo cena non mancava mai l’animazione e i giochi. Il 31 giorno di rientro è servito a noi educatori per fare con i nostri gruppi la verifica finale sul campo. Devo dire che le risposte date dai ragazzi sono state esaudienti segno questo che il percorso fatto insieme ha dato buoni frutti ed e riuscito ad arrivare dove noi educatori speravamo. Devo dire che questa è stata una bellissima esperienza, non solo per i bambini, ma anche per noi educatori, che insieme a loro siamo cresciuti nella nostra fede e nel nostro impegno di educatori. Speriamo che il prossimo anno ancora piu’ parrocchie, capiscano l’importanza del fare campo, perché è proprio nel confrontarsi e nello stare insieme che si cresce e si cammina sulla strada della comunione e della condivisione. Vorrei ringraziare Anna, la cuoca per la sua disponibilità, ma un grazie particolare va a don Roberto e a tutti gli educatori che con noi hanno condiviso questo campo, SIETE STATI DAVVERO SPECIALI.   

Maura